Come sono diventata mamma

La crisi di passaggio che ho attraversato quando sono diventata Mamma

Ciao, sono Natalia. Normalmente mi presenterei parlando dei miei punti di forza ma credo che a rappresentarmi di più sia un mio “difetto”, una caratteristica che non si accompagna troppo bene all’idea di donna moderna e indipendente che mi piace pensare di essere.
Quando sono in una relazione (praticamente sempre, negli ultimi 13 anni), ho la tendenza ad organizzare la mia vita intorno al mio partner. Esempio: fidanzato a distanza? Faccio in modo da poterlo visitare il più possibile, facendo lavori che mi permettono di essere flessibile, corsi all’università che non hanno frequenza obbligatoria e così via. La quintessenza dell’indipendenza!
Pensate che, quando nel 2014 ho conosciuto mio marito, ho lasciato una casa, un lavoro e tutta la mia vita in Baviera per trasferirmi da lui in Austria. Senza lavoro, soldi o grandi prospettive. Ecco, io sono così. Mi definisco femminista ma sono pronta a mettere le mie ambizioni da parte per l’amore o la dedizione nei confronti di un uomo. Argh, odio questa Era che c’è in me!
Sempre per lo stesso motivo sono diventata mamma nel 2016. Ora, non fraintendetemi, non mi ha obbligata nessuno. Ma la cosa è andata più o meno così: Lui, che aveva già 35 anni e un’ottima professione, viveva nel proprio paese e non aveva nessun problema con la lingua, mi butta lì: “Ma, non sarebbe bello fare un bambino?” E io, che di anni ne avevo 27, non avevo un lavoro e non parlavo bene il tedesco gli rispondo: “Mah, non saprei, io non so niente di bambini, però forse in effetti non è una pessima idea, facciamo un bambino intanto io magari faccio un altro Master all’Università, tanto si sa i bambini il primo anno dormono e basta, sì dai, perché no?!” Posso tornare indietro nel tempo e darmi una sberla?

La crisi di passaggio che ho attraversato quando sono diventata Mamma

Quattro mesi dopo ero incinta. E no, non ero felice quanto mi sarei aspettata di essere. Ero spaventata. Sopraffatta. Ma comunque convinta che i bambini infondo li fanno tutti e la mia vita non sarebbe cambiata troppo dopo la nascita di mia figlia.

A novembre 2016 ho partorito (La storia del mio Parto) e lo stesso giorno ho
capito che la mia vita sarebbe cambiata per sempre. Vorrei raccontarvi che ero
al settimo cielo ma sarebbe una bugia. Ero stanca, sempre più sopraffatta e in
testa continuava a rimbombare la frase: “Chi me l’ha fatto fare?!” .
Del mio primo anno da madre ho ricordi confusi, ho solo chiara la sensazione di difficoltà, stanchezza e senso di inadeguatezza. Ne parlo meglio QUI.

Come sto riuscendo a realizzarele mie ambizioni, pur rimanendo fedele a me stessa

Nel 2017 mi stavo ancora abituando alla vita da mamma, cercando di nonsoccombere e allo stesso tempo di ricrearmi un’identità. Mio   marito nel frattempo aveva già cambiato 2 lavori, viaggiava spessissimo e io, da brava Era, avevo deciso che non potevo assolutamente cercarmi un lavoro normale dove fosse necessaria la mia presenza fisica ma un lavoro online, per poterlo seguire nei suoi viaggi ed essere flessibile. Temo di aver interpretato la frase “dietro ogni grande uomo c’è una grande donna” in modo decisamente troppo letterale.

Seguendo i miei limiti da moglie dedita e presente, ho iniziato a lavorare seriamente sulla produzione del mio primo corso online, un corso di accompagnamento alla nascita. Il suo successo mi ha spinta a continuare in questa direzione e ne ho prodotti altri che potete trovare qui. 

Parallelamente ho iniziato a condividere le mie riflessioni scomode sulla maternità sulla mia pagina instagram. La forte risposta ottenuta mi ha portata a lanciare, nel 2020, il podcast L’Ora della Mamma dove analizzo la maternità da un punto di vista diverso da quello comune assieme a tante ospiti diverse.

Sono fiera del mio lavoro e dello scambio che ogni giorno ne deriva. Ma per quanto sembri un forte esempio di Empowerment femminile, la realtà è che tutto è iniziato per il desiderio di passare più tempo con il mio partner e non per la necessità di combattere per l’emancipazione delle donne.

Questo è il mio “segreto” che fino a poco tempo fa non sarei mai riuscita ad ammettere. Ma credo che solo imparando a riconoscere i nostri limiti, analizzandoli con lucidità, riusciremo a smettere di giudicarci tra donne e vivere con più serenità il nostro ruolo di madri.

Raccontatemi qualcosa di voi su Instagram, vi leggerò con piacere! 

Recensioni

  • Ciao Natalia, it ho scoperto da poco su Instagram e inutile dirti che mi hai aperto un mondo. Un mondo in cui mi hai dato la forza e la serenità di accettare anche i lati più negativi e veritieri della maternità punto ascoltare i tuoi podcast è una coccola e ogni giorno che porto in giro mio figlio con la carrozzina, mentre lui dorme me mi tieni compagnia e mi fai sentire meno sola e meno sbagliata. Grazie davvero.

    rita puccini

  • Il tuo è un lavoro di pioniera e in più pioniera controcorrente. I temi che tratti esigono seria documentazione, capacità di sintesi e di “Gnegno” (così mio marito neurologo definisce l'intelligenza proficua, intuitiva, indagatrice ed empatica). Come sarebbe possibile divulgare a questo tuo livello e in questa società se tu, pur possedendo le doti di cui sopra, non fossi piena di passione per l'argomento?  ti stimo molto e ti ringrazio per la consapevolezza che semini nelle donne. Tu stai cambiando il mondo.

    Laura

  • Natalia, ho ascoltato solo ieri punto podcast, quello sulla maternità intensiva. fai un grande lavoro e non so come manifestarti la mia gratitudine per scardinare quotidiani quotidianamente i luoghi comuni che gravitano attorno alla maternità. Mi sono avvicinata a te con un certo senso di “fastidio”, se me lo concedi perché pensavo: “cosa mai potrà dire che non so”?  Sarà la solita che cavalca l'onda della maternità per dire ovvietà e lucrarci” e…quanto mi sbagliavo!  Perdonami per questa recensione non tradizionale ma devo ammettere che i tuoi spunti di riflessione sono preziosi, sei unica è assolutamente indispensabile! In questo momento storico poi, in cui la donna è più che mai richiamata al ruolo naturale di madre, tu sei una voce fuori dal coro chiara e competente. Grazie,  non entusiasmo per qualcosa o qualcuno da anni credo!

    AM